Monza – Milano – Bergamo

divider

Pubblicazioni e News

separator

Revenge porn o pornovendetta: una proposta di legge per punire la diffusione illecita di immagini a sfondo sessuale

/

Revenge pornRevenge porn o pornovendetta: una proposta di legge per punire la diffusione illecita di immagini a sfondo sessuale

Il  2 aprile scorso la Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere (C. 1455-A​ e abb.)”, ha approvato l’emendamento sul cd. “revenge porn” o “porno da vendetta”, ora al vaglio del Senato, che introdurrebbe nel corpo del codice penale una nuova fattispecie di reato disciplinata dall’articolo 612-ter e  rubricata come “Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”.

Tale norma punisce, con  la reclusione da 1 a 6 anni e la multa da Euro 5.000 a 15.000, chi diffonde materiale a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso della persona rappresentata.

Secondo la formulazione dell’art. 612-ter risulta penalmente rilevante non solo la condotta di chi realizza o sottrae il predetto materiale per poi diffonderlo, ma anche quella di chi abbia ricevuto o comunque acquisito immagini a contenuto sessuale e poi le condivida senza il consenso della persona rappresentata con l’intenzione di recarle un danno.

La pena è aggravata se i fatti sono commessi dal coniuge anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il reato è perpetrato tramite mezzi informatici o telematici (siti internet, social network, messaggistica istantanea, ecc.).

Una tutela particolare è prevista (la pena è aumentata da un terzo alla metà e il reato è perseguibile d’ufficio) se la condotta di cui si tratta è posta in essere ai danni di soggetti c.d. vulnerabili, ovvero persone in condizione di inferiorità fisica e psichica e donne in stato di gravidanza.

Al di fuori dell’ultima ipotesi, il reato in questione è perseguibile a querela della persona offesa ed il termine per la proposizione della stessa è di 6 mesi. La remissione può essere fatta soltanto in sede processuale e con le forme della rinuncia espressa.

Va detto che, seppur la nuova fattispecie di reato abbia il dichiarato scopo di meglio contrastare la violenza di genere punendo un fenomeno sempre più diffuso consistente soprattutto nel vendicarsi dell’ex partner diffondendo, spesso via internet, materiale pornografico che lo ritrae, è altresì vero che così come formulata la norma ad oggi lascia aperti molti dubbi interpretativi e applicativi (così, ad esempio, cosa si debba intendere per contenuti sessualmente espliciti, anche alla luce dell’attuale percezione sociale; quando sia ravvisabile la finalità di arrecare un danno alla persona ritratta di colui che abbia solamente ricevuto e poi diffuso le immagini).

separator
English