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L’opzione per l’indennità sostitutiva chiude il rapporto

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Ldownload‘opzione per l’indennità sostitutiva chiude il rapporto

Corte di cassazione – Sezioni unite civili – Sentenza 18353 del 27 agosto 2014

La rinuncia alla reintegrazione sul posto di lavoro (conseguente a licenziamento illegittimo) in favore del pagamento dell’indennità sostitutiva di 15 mensilità determina l’immediata risoluzione del rapporto di lavoro; pertanto l’eventuale ritardo del datore di lavoro nel pagamento dell’indennità non comporta la permanenza in vita del rapporto di lavoro e la decorrenza dell’obbligazione retributiva. Con questa pronuncia le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sent n. 18353- 2014) mettono la parola fine ad uno dei dibattiti giurisprudenziali più accesi degli ultimi anni, solo in parte sopito dalla riforma Fornero (legge 92/12), la quale ha chiarito che la richiesta di pagamento dell’indennità sostitutiva della reintegra determina l’immeditata risoluzione del rapporto di lavoro. L’affermazione del principio dovrebbe evitare che i licenziamenti intimati dopo l’entrata in vigore della riforma (quindi dopo il 18 luglio del 2012) siano investiti dal contrasto interpretativo, ma non ha risolto il problema per tutte quelle cause – molto numerose – regolate dalla vecchia disciplina.
In sostanza «Ove il lavoratore illegittimamente licenziato in regime di c.d. tutela reale – quale è quello, nella specie applicabile ratione temporis, previsto dall’art. 18 legge 20 maggio 1970 n. 300, nel testo precedente le modifiche introdotte con la legge 28 giugno 2012, n. 92 – opti per l’indennità sostitutiva della reintegrazione, avvalendosi della facoltà prevista dal quinto comma dell’art. 18 cit., il rapporto di lavoro si estingue con la comunicazione al datore di lavoro di tale opzione senza che permanga, per il periodo successivo in cui la prestazione lavorativa non è dovuta dal lavoratore né può essere pretesa dal datore di lavoro, alcun obbligo retributivo con la conseguenza che l’obbligo avente ad oggetto il pagamento di tale indennità è soggetto alla disciplina della mora debendi in caso di inadempimento, o ritardo nell’adempimento delle obbligazioni pecuniarie del datore di lavoro, quale prevista dall’art. 429, terzo comma, cod. proc. civ., salva la prova, di cui è onerato il lavoratore, di un danno ulteriore».

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