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L’AFFIDAMENTO MATERIALMENTE CONDIVISO DEI FIGLI QUALE MODELLO DA PREDILIGERE IN CASO DI SEPARAZIONE TRA I GENITORI

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affidam. condivisoL’affidamento materialmente condiviso dei figli quale modello da prediligere in caso di separazione tra i genitori

Nell’ambito delle separazioni tra coniugi per ciò che attiene il rapporto genitoriale con i figli, da diversi mesi si sente parlare di affidamento materialmente condiviso quale soluzione più adatta a tutelare la salute del minore, garantendo un’equilibrata relazione affettiva con entrambi i genitori.

Già con la riforma del 2006 in materia di diritto di famiglia, veniva riconosciuto il principio della c.d. bigenitorialità, intesa quale diritto del figlio ad un rapporto completo e stabile con entrambi i genitori anche in caso di disgregazione del legame sentimentale (e, talvolta,  giuridico) tra i genitori conviventi.

Invero, l’affidamento condiviso dei figli rappresenta il modello da prediligere in caso di separazione tra i genitori, mentre l’affidamento del figlio ad un solo genitore è da intendersi quale ipotesi residuale a cui ricorrere solo nel caso in cui l’interesse del minore possa risultare concretamente pregiudicato da un affidamento congiunto.

Tuttavia, se questo è quanto previsto “sulla carta”, spesso ben diversa appare la realtà quotidiana delle aule di giustizia, ove i principi a cui si ispira l’affidamento legalmente condiviso non trovano, di fatto, piena applicazione.

Ed è proprio allo scopo di garantire una più rigorosa attuazione dei predetti principi che, negli ultimi tempi, alcuni Tribunali si sono dotati di apposite Linee Guida (da ultimo, il Tribunale di Brindisi) che, allo scopo di garantire l’effettiva uguaglianza tra i genitori nei confronti dei propri figli, forniscono indicazioni cui dovranno far riferimento i coniugi nel richiedere l’affidamento condiviso.

In sostanza, l’affidamento materialmente condiviso prevede tempi paritetici o equipollenti di frequentazione dei figli (non più di due terzi e non meno di un terzo del tempo con ciascun genitore), anche attraverso la residenza alternata del minore presso l’abitazione di ciascun genitore.

Peraltro, l’adozione di modelli paritetici di affidamento trova piena approvazione anche da parte della comunità scientifica che, attraverso diversi studi, ha evidenziato come le formule di affidamento concretamente bigenitoriali realizzino nel modo migliore l’interesse superiore del minore ad avere una relazione equilibrata con entrambi i genitori, riducendo le probabilità di perdere il contatto con un genitore dopo la separazione e favorendo una crescita armoniosa della prole.

Da ultimo, si aggiunga che l’affidamento con tempi equipollenti ad entrambi i genitori che comporta la possibilità per questi ultimi di trascorrere tempi più o meno uguali con i propri figli, porterebbe, altresì, ad una riduzione del conflitto intergenitoriale per ciò che riguarda le modalità di frequentazione della prole, restituendo, così, “una migliore sistemazione alla famiglia divisa influenzando notevolmente la soddisfazione per lo stile di vita di tutti i membri” (v. Società Italiana di Scienze Forensi “Commento alle recenti Linee Guida del Tribunale di Brindisi”).

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