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incidenti stradali causati da animali selvatici

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Parliamo del preoccupante fenomeno degli incidenti stradali causati da animali, selvatici.

Dati ufficiali confermano che in Italia, tra il 1995 e il 2005, sono oltre 150 le persone decedute a causa di sinistri con esemplari di fauna selvatica.

La difficoltà per i danneggiati, in tali circostanze, è l’ottenimento di un congruo risarcimento, stante il rinvio e l’incertezza della responsabilità tra i diversi Uffici della Pubblica Amministrazione che fanno di tutto per l’imitare l’emorragia dovuta ai risarcimenti per le proprie casse, a scapito degli utenti delle strade.

Chiarificatrice in punto è la Sentenza, n. 12113/20, della Corte di Cassazione III Sezione Civile, che  ha stabilito alcuni principi di diritto.

La Suprema Corte statuisce che, i danni cagionati dalla fauna selvatica sono risarcibili dalla P.A. a norma dell’art. 2052 c.c., giacché, da un lato, il criterio di imputazione della responsabilità previsto da tale disposizione si fonda non sul dovere di custodia, ma sulla proprietà o, comunque, sull’utilizzazione dell’animale e, dall’altro, le specie selvatiche ai sensi della l. n. 157 del 1992 rientrano nel patrimonio indisponibile dello Stato e sono affidate alla gestione di soggetti pubblici in funzione della tutela generale dell’ambiente.

Inoltre in materia di danni da fauna selvatica a norma dell’art. 2052 c.c., grava sul danneggiato l’onere di dimostrare il nesso eziologico tra il comportamento dell’animale e l’evento lesivo, mentre spetta alla Regione fornire la prova liberatoria del caso fortuito, dimostrando che la condotta dell’animale si è posta del tutto al di fuori della propria sfera di controllo, come causa autonoma, eccezionale, imprevedibile o, comunque, non evitabile neanche mediante l’adozione delle più adeguate e diligenti misure – concretamente esigibili in relazione alla situazione di fatto e compatibili con la funzione di protezione dell’ambiente e dell’ecosistema – di gestione e controllo del patrimonio faunistico e di cautela per i terzi.

In fine nell’azione di risarcimento del danno cagionato da animali selvatici a norma dell’art. 2052 c.c. la legittimazione passiva spetta in via esclusiva alla Regione, in quanto titolare della competenza normativa in materia di patrimonio faunistico, nonché delle funzioni amministrative di programmazione, di coordinamento e di controllo delle attività di tutela e gestione della fauna selvatica, anche se eventualmente svolte da altri enti; la Regione può rivalersi (anche mediante chiamata in causa nello stesso giudizio promosso dal danneggiato) nei confronti degli enti ai quali sarebbe in concreto spettata, l’adozione delle misure che avrebbero dovuto impedire il danno.

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